AFRICA/NIGER - La Chiesa di Niamey: preghiera e digiuno per padre Maccalli

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Posted on: 10/21/18
Niamey - La diocesi di Niamey ha iniziato un triduo di preghiera per la liberazione di padre Gigi Maccalli. “L’ultimo giorno del triduo, che si svolge dal 17 al 19 ottobre, sarà un giorno di digiuno che tutti i fedeli osserveranno” riferisce all'Agenzia Fides, da Niamey, padre Vito Girotto, della Società per le Missioni Africane e parroco della parrocchia di Makalondi, vicina a quella di Bomoanga, di cui p. Maccalli era parroco.
“Mi interesso, come possibile, della parrocchia che ho dovuto lasciare dopo il rapimento. Domenica ho celebrato ancora la messa lì. Mi è costato molto lasciare la comunità, dopo il rapimento di p. Gigi. Da allora risiedo a Niamey”.
Padre Mauro Armanino, anche lui missionario SMA a Niamney, riferisce a Fides che, dopo il rapimento, la diocesi ha riorganizzato l’assistenza religiosa alle comunità cristiane della regione di Bomoanga, Kankani e Makalondi, per motivi di sicurezza: “Il Vescovo ha costituito un’équipe pastorale, con base a Makalondi, luogo ritenuto più sicuro, che accompagnerà le tre parrocchie. Si tratta di una nuova esperienza dettata dall’urgenza, ma che potrebbe rivelarsi feconda dal punto di vista pastorale”.
Padre Mauro informa che la diocesi ha tenuto la sua assemblea di inizio dell’anno pastorale 2018-2019: “Il tema legato alla Pastorale della gioventù è stato riconfermato per il secondo anno consecutivo, con l’aggiunta del riferimento alla croce di Gesù e dell’invito a ‘prendere il largo’. Il ricordo delle chiese bruciate nel gennaio 2015 è ancora ben presente, e la fiducia che esisteva prima nei confronti della società è un po’ calata. Ma dobbiamo ravvivarla, per il bene del paese e della convivenza pacifica. Il rapimento di p. Pierluigi ha creato un clima di sgomento e paura, ma anche di preghiera e solidarietà”.
P. Armanino traccia un quadro della vita della Chiesa locale, dove p. Maccalli era impegnato: “Nella diocesi di Niamey, una delle due del paese, ci sono 37 preti e 69 religiose, più qualche fratello laico e alcune laiche consacrate”, ricorda p. Mauro. “Le parrocchie sono in città e nella zona rurale. La zona attualmente più aperta all’evangelizzazione è quella Gourmanché, al confine col Burkina Faso, la zone dove p. Gigi è stato rapito” aggiunge. “Esistono vari movimenti ecclesiali, diocesani e parrocchiali, per ragazzi, giovani e famiglie. La presenza di cattolici nel Paese non arriva a 50mila persone. La maggior parte di loro sono stranieri, immigrati da Togo, Benin, Burkina Faso, Nigeria. L’approccio pastorale, almeno finora, è stato quello di stare con la gente, accompagnandone il cammino. Vi sono molte opere sociali gestite dalla Chiesa: scuole, cliniche mediche, Caritas, che offrono una testimonianza di amore gratuito verso tutti”.


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